Bruno de Giusti, l’evitabile

Estratto
Nasce in vista del Mar Ligure nel 1966. Non è ancora deceduto e ciò costituisce un serio problema per l’umanità perché la sua proverbiale ortodossia per la lingua, l’insopportabile ricerca della precisione (notare gli accenti su i e u) e la pervicacia che manifesta contro qualsiasi forma di scorrettezza, ingiustizia o sciatteria, lo rendono indiscutibilmente intollerabile.

Dinamica dei danni
Durante una tempesta alquanto anomala nel mese di dicembre, emette il suo primo vagito e, all’atto del taglio del cordone ombelicale, minaccia di citare in causa l’ostetrica per il lavoro chiaramente approssimativo. Nel giro di una settimana riesce a educare Tata Lucia Rizzi a fare i capricci.

Già dai primi anni di vita comincia a viaggiare, arrecando serio pregiudizio a nature e popoli lontani che avevano fino ad allora beneficiato della sua limitata area d’influenza. Dopo il diploma di maturità scientifica si dedica alle assicurazioni per sette lunghi anni, insieme coi fratelli; fra le altre cose assicurerà la totalità delle chiese dell’alto novarese, la coniuge di uno dei parroci e una bandiera della Padania alla ringhiera del terrazzo.

Bruno de Giusti impersona una delle sue creature preferite, “La mente pensante”, ben sapendo che la realtà che lo caratterizza dimostra, nello scandire della piú becera quotidianità, l’esatto opposto. 

In seguito, per altri due anni decide di concedersi alla consulenza finanziaria portando alla rovina, oltre alle proprie tasche, un numero di famiglie pari agli effetti del socialismo dal 1830. Avendo anche in seguito perseverato nello studio e nell’approfondimento dei temi economico-finanziari, si reputa del tutto pleonastico accennare alle sue indubitabili responsabilità nelle crisi finanziarie del 2008 e 2011.

Deluso dalle performance discutibili, ma non ancora pienamente consapevole della gravità del loro livello, decide d’inquinare il mondo delle telecomunicazioni, cui aveva orbitato intorno come un asteroide radioattivo pronto a devastare l’intero ecosistema di un pianeta, e s’iscrive all’università. La laurea in ingegneria gli conferirà gli strumenti necessari ad applicare al mondo (e in seguito all’universo a tre dimensioni, per ora) i propri protocolli di potere; nel giro di breve tempo, manifesta una notevole competenza nello sviluppo di reti di telefonia cellulare, dopodiché si dedica a seri progetti di pessimizzazione delle nuove reti di servizi mobili, col risultato che nessuno è ancora riuscito dal 2000 a collegarsi a internet tramite UMTS a una velocità superiore ai 600 bit per era geologica.

Benché non abbia ancora raggiunto il massimo grado di dannosità nell’azienda estera che ha avuto la malaccortezza di assumerlo, sèguita a macinare livelli, al ritmo di uno ogni due anni, pur mantenendo uno stipendio che supera di poco la paghetta settimanale di un undicenne argentino, bonus natalizi compresi; punta a superare gerarchicamente CEO e CFO, al fine di licenziarli come equa ritorsione per non aver approvato una nota spese che includeva lo scontrino d’acquisto di Kandholhudhoo, nelle Maldive, la cui transazione è stata comunque assicurata dalla carta di credito aziendale.

Nell’ultimo decennio è stato osservato dirigere, con spirito vessatorio, obiettivi fatui e nessun interesse per l’altrui risentimento, progetti a livello nazionale in ogni angolo terrestre che l’ambizione lo spinge a profanare; ovviamente le perdite alla sua dissennata pianificazione superano di gran lunga ogni meno probabile aspettativa pessimistica e la sua posizione viene conservata solo ed unicamente a scopo di ricerca e studio al fine d’identificare il gene da cui l’umanità dovrà difendersi nei prossimi decenni.

Dopo un significativo soggiorno in Israele in piena II Intifada (no, non è un caso), decide di affrancarsi definitivamente dalla mai amata Chiesa Cattolica di Roma; invia pertanto una raccomandata con ricevuta di ritorno al Vescovo di Savona, con la richiesta di trascrivere sull’atto di battesimo la propria consapevole rinuncia all’appartenenza alla sacra istituzione; il nostro devastatore globale si svincola cosí da quello che la storia ha dimostrato essere uno dei suoi piú temibili concorrenti. Lo delizieranno inoltre, nella risposta di conferma, i termini rigorosamente burocratici con cui la diocesi, prendendo atto della volontà del Nostro, lo minaccerà piú o meno velatamente di negata sepoltura: dietro quel ghigno, la consapevolezza di finire molto presumibilmente smaterializzato, insieme con la contea che avrà la sfortuna di ospitarlo nell’istante fatale, durante uno dei suoi cruenti esperimenti di fisica nucleare in ambiente pubblico.

Nel 2009, senza interpellare la NATO e nemmeno l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha deciso di riprendere residenza stabile in Italia, a Milano; ciò che era una ridente capitale mondiale di vari settori industriali e finanziari si svuota cosí di ogni contenuto etico.

Pericolosità sociale e mire espansionistiche
Da anni suona il pianoforte; per farsi un’idea oggettiva delle sue inequivocabili capacità stilistiche e tecniche, bisognerebbe chiedere al pianoforte quanto esso vorrebbe suonarlo. Incapace di limitarsi a un settore di nicchia come la strumentistica, decide di devastare una parte significativa del repertorio bachiano, trascrivendo varie meraviglie del grande compositore in formato MIDI e dando cosí il via a una spirale inarrestabile di violenze reattive allo sfacelo sonoro; le anime magnanime possono recare un fiore compassionevole a ricordo di tale scempio nel loculo virtuale dedicato all’ormai ridicolizzato Kappelmeister. Nel frattempo, un blitz dei Carabinieri ha già portato all’arresto dell’intero comitato direttivo dell’Accademia delle Belle Arti, dopo che una telefonata anonima aveva avvisato l’Arma di un attentato devastante da esso progettato nei suoi confronti, che avrebbe cancellato dalla carta geografica l’intera provincia di Savona; un sacrificio, tuttavia, piú che accettabile, viste le nobili intenzioni e gli incalcolabili rischi che un eventuale fallimento avrebbe comportato.

Si dedica con lodevole impegno alla fotografia, ma non riesce ancora a capire perché il soggetto messo a fuoco non fumi. È stato fra l’altro sorpreso mentre, in campagna, scavava enormi fosse con il solo scopo di aumentare la profondità di campo e tuttora non comprende perché il diaframma della sua Canon subacquea non può essere dilatato per prolungare i tempi d’apnea. Ogni volta che si sveglia di soprassalto nel cuore della notte, estrae dalla custodia di pelle lappata al cesio la sua inseparabile Nikon e la porta a letto con sé al fine di riprendere il sonno.

Fra le altre nefandezze, e contro ogni ritegno per la chiara inadeguatezza del compito, ha moderato due forum sulle isole Maldive, TuttoMaldive e MondoMaldive, amministra un sedicente forum di cultura generale (difatti ormai caduto in disuso), Tuttology, ed è [radio]attivo su Facebook e Twitter (@VaeVictis). Se glielo chiedete, v’invita caldamente a iscrivervi, partecipare, chiedergli amicizia, seguirlo, salvo poi accorgervi che i punti d’incontro virtuale altro non rappresentano che la camera ardente che egli utilizza per scaricare le proprie frustrazioni su ingenui utenti che, se non trovano la forza di dileguarsi per tempo, vengono colti da comprensibili raptus di consapevole suicidio.

Le voci rigurgitate in Wikipedia
Salvo accorgersi in breve tempo della totale inutilità di Wikipedia, il nostro flagello ligure vi ha scritto su tutto e, come ogni tuttologo, in modo assolutamente approssimativo; tanto poi ci pensa qualche altro integralista della forma a sistemare le cose. “Io, il mio piccolo contributo l’ho dato!” – dice. Si consideri che questa è e rimarrà l’unica forma di beneficenza a carico del personaggio in questione. Se lo considererete inutile, pericoloso e arrogante, sarà probabilmente l’unico argomento sul quale riuscirete ad andare perfettamente d’accordo con lui.

Un fatuo tuttologo
Scrivo nella mia bio di Twitter, che “Di serio faccio il project manager professionista (PMP), l’ingegnere e l’esperto di telecomunicazioni. Molto più spesso la mia natura è fatuamente tuttologica.” Dietro a questo atteggiamento del tutto incurante della specialistica richiesta da ogni buon ingegnere, si celano molteplici passioni (anzi, nel caso del Nostro, trattasi di mere «morbosità intellettuali»), che possono manifestarsi come semplice interesse di studio a livello terribilmente dilettantesco, conoscenze specifiche o approfondita competenza; qui sono elencate in ordine alfabetico: sta al malcapitato di turno scoprire di volta in volta in che ambito qualitativo si ritrova…

Astronomia, Aviazione civile, Blogging e Social Networking, Economia, Elettronica, Fisica nucleare, Fotografia, Guida automobilistica, Israele e Medio Oriente, Lingue e dialetti, Meteorologia monsonica e generale, Musica classica e generale, Pedagogia, Project Management, Riparazioni di varia natura, Saggistica, Sci, Sismologia e tettonica, Storia, Telecomunicazioni mobili, Viaggi.

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