Domeniche a piedi o sequestro di cittadino?

Riguardo alle ordinanze sulle domeniche a piedi, non ci sarebbe nulla da obiettare se si trattasse di bloccare il traffico interno a una città: i mezzi pubblici esistono, costano poco e permettono di raggiungere qualunque punto della città senza problemi di parcheggio, senza dover rischiar di lasciare l’auto in strada, senza stress da guida, eccetera. Ben vengano quindi le ordinanze che limitano l’uso del mezzo privato in città!

Una tipica giornata invernale d'alta pressione; ogni zoomata rivela significative quantità di smog nell'atmosfera milanese.


Cittadini sotto sequestro
Il problema però sorge nel momento in cui ci si vuole muovere fuori città (da fuori a dentro esistono comunque i parcheggi d’interscambio). Nel caso di Milano (ma è facile dimostrare che è cosí ovunque, persino fuori dell’Italia in Paesi notoriamente piú attenti all’ambiente), i mezzi pubblici diventano molto piú inefficienti e per nulla capillari; inoltre una famiglia da tre-quattro persone in su difficilmente spenderà meno coi mezzi pubblici che con l’auto.

Non è quindi né giusta né plausibile né ragionevole l’azione di limitare la libertà di movimento nel tempo libero, come la domenica, giorno in cui ci si può dedicare fuori città a interessi, attività, hobby, incontri con familiari, partner, parenti, amici, visite ai degenti negli ospedali, agli anziani nei ricoveri, eccetera; figurarsi chi poi la domenica lavora… Si dà spesso per scontato che la domenica la si debba passare in città. In questo caso è certamente ragionevole girare a piedi o coi mezzi pubblici, ma perché obbligare i cittadini a restare in città, se vogliono uscire? Siamo quindi diventati prigionieri della nostra città la domenica?

Nei paesini collinari/montani, con i mezzi pubblici, come caspita ci arrivo? E nei villaggi sparsi nella bassa pianura padana, negli aggregati di case in mezzo alle risaie, come ci arrivo? In bicicletta con la famiglia? Se si tratta di 15-20 Km, potrebbe avere un senso, almeno dove esistono le piste ciclabili (cioè in pochissimi posti), ma per il resto? E se piove o fa freddo? Se voglio andare in Valpolicella, nell’abitato di Molina, come diamine ci arrivo? Fino a Verona con il treno, ok, e poi con il bus… fino a dove? Come arrivo a Molina, dove c’è un bus che passa la mattina alle 7 e alla sera alle 19? Il Norditalia pullula di luoghi irraggiungibili in tempi ragionevoli coi mezzi: tutti lo sanno.

Per non parlare poi del fatto che magari si debbano anche trasportare pesi, o ingombri! Fatevi voi il viaggio sui mezzi pubblici, con svariati cambi, per andare da Lambrate a frazioni del comune di Gaggiano con una balla di torba da 250 litri e poi ne riparliamo… Facile parlare, eh?

Chi ha detto che la domenica è obbligatorio stare in città? Se voglio/devo uscirne, con che diritto me lo si deve impedire? Per essere in regola, dovrei uscire da Milano prima delle 8 e rientrarvi dopo le 18. A parte le concentrazioni di traffico (e inquinamento) che si rischia di generare a ridosso di questi orari, se voglio andare a pranzo a Lacchiarella o a Vigevano con la famiglia, devo stare per forza in giro tutto il giorno? Si è pensato alle conseguenze economiche che un simile provvedimento può avere sulle strutture turistiche fuori Milano?

Il difettuccio della conca padana
Ciò che ho scritto ovviamente non varrebbe se fosse comprovato per via statistica e scientifica che il blocco comporti un effettivo miglioramento dell’aria, apprezzabile sensibilmente; tuttavia, dato che cosí non è, ecco che il provvedimento si mostra irritante, odioso, lesivo della libertà dei cittadini milanesi.

Purtroppo per chi ci abita, la Pianura Padana è una struttura a conca chiusa da Alpi, Appennini e, proprio quando si generano le condizioni peggiori per l’inquinamento, Porta della Bora (il vento che spira da est costituisce un tappo d’alta pressione sull’alto adriatico). La conca padana, circondata da barriere naturali che a bassa quota impediscono ogni comunicazione atmosferica con l’«esterno», costituisce la sede perfetta per il microclima continentale piú estremo; malgrado l’incredibile vicinanza al mare e il passaggio (in quota) delle correnti atlantiche, l’aria padana è quanto di piú stabile vi sia al mondo (atterrare a Malpensa, inefficienze aeroportuali a parte, è una delizia), il luogo ideale di accumulo dell’afa d’estate e della nebbia (leggi: smog) d’inverno. Non a caso il maggior tasso di inquinamento si misura nelle città del nord ovest, che si trovano nell’area piú “chiusa” della pianura: Milano, ma anche Torino, Asti, Alessandria, Lodi e le loro campagne risultano, in determinate condizioni meteorologiche, piú inquinate delle aree venete piú popolate.

La nebbia è un fenomeno invernale comune in tutta la Pianura Padana.


In condizioni di anticiclone, una figura meteorologica che porta bel tempo, la troposfera è compressa verso il basso (= alta pressione); l’aria scende fino al suolo, ma poi non riesce a sfuggire a causa delle barriere naturali; l’alta pressione che cosí si crea, favorisce il dissolvimento delle nuvole in quota, ma produce anche ristagno d’umidità a terra; d’estate il forte riscaldamento del suolo genera instabilità durante le ore piú calde del giorno, ma nella stagione invernale (quando l’aria fredda, essendo densa, si accumula piú volentieri al suolo) produce due elementi che vanno sempre a braccetto: la nebbia e, in ambiente urbano, lo smog. Le notti serene in inverno, limpidissime appena sopra lo strato di nebbia, contribuiscono alla concentrazione d’inquinanti; infatti se vi fossero nuvole, queste rifletterebbero verso il basso il calore emesso dal terreno, mantenendo l’aria piú calda; questa salirebbe e porterebbe in quota le polveri fino a quando, intercettate le correnti, si disperderebbero nell’atmosfera. In assenza di nuvole, l’irraggiamento del terreno, che disperde rapidamente il calore nello spazio, riduce ulteriormente la temperatura dell’aria al suolo (l’aria si abbassa ancor piú perché sempre piú fredda, cioè pesante), aumentandone la densità e quindi la concentrazione d’inquinanti (e della nebbia). Si è a questo punto in condizioni d’«inversione termica», cioè l’aria fredda sta sotto quella calda; una configurazione stabilissima. È pertanto del tutto inevitabile: le condizioni che producono/rimuovono lo smog sono le stesse che producono/rimuovono la nebbia!

Lo smog si comporta esattamente come la nebbia perché ne ha le stesse caratteristiche. Peraltro, a tal proposito, “smog” è parola coniata dagli inglesi per descrivere una condizione piuttosto comune nelle loro città: è composta da smoke (fumo, che poi è il particolato di cui tanto si parla) e fog (nebbia); ciò non è un caso, stando proprio a significare che è il prodotto dell’unione di due fenomeni che coesistono senza eccezione in ambiente urbano. Si possono controllare i parametri e gli elementi climatici? No, non si può ed ecco spiegato perché le domeniche a piedi, ma anche i sabati e i venerdì e qualsiasi altro giorno di blocco, non servono praticamente a nulla. Se cosí non fosse, potremo anche pensare di limitare il freddo in inverno e l’afa in estate…

I costi della (non) politica
E l’Europa ci multa! E sapete perché? Perché l’Italia ha l’unica zona in Europa con questo specifico problema orografico: la Pianura Padana, chiamata anche, non a caso e specie in meteorologia, “conca padana”; siamo altresí l’unico Paese in Europa a disporre di una classe politica incapace di ottenere deroghe normative in una situazione particolarissima e che tale potrebbe dimostrarsi con facilità in base a dati inopinabili. Come risultato, noi cittadini italiani paghiamo annualmente all’Europa sanzioni elevate che sono e saranno sempre inevitabili, poiché prescrivere che il particolato meneghino se ne stia al di sotto delle attuali soglie europee per un numero di giorni irragionevolmente elevato (attualmente sono ammessi sette giorni consecutivi di superamento della soglia di PM10) è un po’ come pretendere per legge che il Mediterraneo non sia salato!

Nebbia e smog vanno di pari passo, e di pari passo scompaiono.


Quante altre conche densamente popolate ci sono in Europa? Madrid ha una situazione solo lontanamente assimilabile, visto che la Pianura Padana ha un bacino di utenza molto maggiore e in essa lo smog ristagna non solo in città e pianura, bensí pure su versanti alpini e appenninici ad essa rivolti. In Europa non esiste alcuna condizione del genere in cui s’incontrino in modo tanto svantaggioso orografia, demografia e meteorologia. Provate a pensare se Londra, una città grande dieci volte Milano, fosse nella Pianura Padana: probabilmente supererebbe le soglie di smog tutti i giorni dell’anno…

Soluzioni a breve termine: un’illusione
Inverosimilmente, basterebbe levare qualche montagna di mezzo negli Appennini liguri o nelle Alpi, o chiudere la Porta della Bora… Impraticabile, vero? Allora bisognerà cercare, negli anni, di passare a forme d’energia sempre piú pulita e possibilmente (e specialmente) in tutto il bacino di utenza della pianura. Auto a idrogeno o metano; pannelli solari soprattutto, visto che l’eolico non ha senso in assenza di vento. Ma tutto dev’essere ecologico, non solo le auto o i camion! Anche le industrie in campagna, persino i villaggi devono dotarsi di strumenti energetici puliti! Sí perché pure il trattore che coglie il riso contribuisce, in base al principio dell’accumulo al suolo, a inquinare la pianura, Milano, e le altre città! Non esistono barriere in pianura e l’aria, che per legge fisica si miscela in un ambiente chiuso, finisce per inquinare tutto e tutti. Se un trattore lavora ad Alessandria, se un’industria brucia sostanze a Lodi, se un camion passa sull’A4, se accendo un camino ad Abbiategrasso, se fumo una sigaretta a Novara, l’inquinamento prodotto ristagna in pianura minacciando la salute dell’intera collettività! E per portare via il nuvolone di smog che rende giallo il cielo e triste il sole (ma spettacolari i tramonti) serve un cambiamento meteorologico: mica si può bloccare le attività dell’intera conca padana per settimane!

Pecunia non olet
Considerando quanto scritto sopra, è chiaro che nelle viuzze dei centri storici va ancor peggio e quindi, considerato che esistono i mezzi pubblici, si potrebbe seriamente pensare di chiudere definitivamente l’area Ecopass al traffico privato, per esempio. Eh ma non si può… porta troppi soldi! Che schifo! Certo: pago e posso inquinare! Ovvio, altrimenti i soldi come arrivano? Se davvero alla giunta comunale importasse della salute dei cittadini, avrebbe bloccato al traffico privato l’intera area Ecopass (ovviamente con i permessi ai residenti e al trasporto merci). E via con le biciclette e le piste ciclabili ovunque, come in Olanda e da altre parti! Perché no? Sarebbe ottimo! Peccato che, guarda caso, nessuno lo faccia…

Il provvedimento per le domenica antismog non funzionano ovviamente contro lo smog, e il perché l’ho già detto, però funziona egregiamente per lo scopo per cui è stato appositamente creato: l’anti smog è solo la copertura per mascherare, tra l’altro molto male, e mi sembra strano che pochi se ne siano accorti, un provvedimento invece perfettamente funzionante: far cassa. Piú di 100 mila euro in poche ore in una normale domenica! E sapete perché funziona? Perché gioca sul fatto che i cittadini non rispettano una regola fatta apposta per non essere rispettata, e il desiderio di non rispettarla nasce dai crampi allo stomaco di questa situazione grottesca. Quindi complimenti, perché il provvedimento, per il suo vero scopo, funziona benissimo! E se squadra che vince non si cambia, è naturale che, data l’eccellente resa economica, lo vogliano riproporre più spesso! In economia tutti si amano profondamente e nessuno si dà la mazza sui piedi.

E non prendetela dal punto di vista politico! In questo caso si tratta di qualcosa che va al di là delle parti: sbagliava la Moratti a proporre blocchi del traffico, sta sbagliando Pisapia a riproporli. C’è da aggiungere che, Pisapia, per rincarare la dose, sembra ora ben intenzionato a trasformare quest’assurdo nella normalità dei cittadini di Milano, appioppandogli il blocco secondo un calendario che deciderà non in base all’inquinamento, bensí per pura soddisfazione dei propri principi soggettivi e, come mostrato, allo scopo di far cassa; girano voci che avremo almeno una domenica a piedi al mese…

Deroghe sulla carta
Eh, ma esistono le deroghe per chi deve andare al lavoro e può dimostrare che non esistono mezzi pubblici efficienti sul tragitto! Bene, supponiamo che debba richiederla io, la dichiarazione. Davanti a casa mia e al mio ufficio i mezzi passano, solo che in un giorno feriale s’impiega 1:35 h per percorrere il tragitto (30 min in auto); la domenica, a causa della scarsità delle corse, probabilmente ancor di più. Il mio datore di lavoro mi fornisce la dichiarazione. Poi mi ferma la Polizia Locale: “Lei mi dice che a Cassina de’ Pecchi non ci sono mezzi? Ma se ci arriva la metropolitana!” Multa e denuncia per falso ideologico, avvocati, testimonianze, memorie, processo, condanna, ricorso, appello, cassazione…

Lo scarico di un'autovettura diesel Euro-5 dopo 90.000 Km percorsi: il filtro antiparticolato, eliminando quasi completamente le emissioni di polvere fini, lo lascia perfettamente pulito.


Chi, persona normale che deve mantenere sé e i propri figli, in un Paese di diritto incerto come questo, non avendo mezzi economici e pelo sullo stomaco, si fiderebbe di una deroga che chiunque potrebbe interpretare come più gli fa comodo? Solidarietà quindi alle migliaia di persone che tengono in piedi l’Italia malgrado gli innumerevoli impedimenti posti dalla politica demagogicamente, in quattro e quattr’otto, e senza alcun ragionamento né studio approfondito!

Del resto, ragionare, studiare, analizzare, confrontarsi e prendere decisioni argomentate, ragionevoli e logiche costa sudore, fatica, duro lavoro e ormai tutti siamo abituati a trovare scorciatoie a tutto; e quindi, destra o sinistra la solfa non cambia, tutto si traduce in aumenti di tasse e tariffe. Tagliare chirurgicamente gli innumerevoli sprechi e rendere tutto piú semplice ed efficiente? Manco a parlarne…

Bruno de Giusti

Libero adattamento, con aggiunte, di un condivisibilissimo testo di Marco Righetti
http://www.partecipami.it/infodiscs/view/3327#body_3809
Ringrazio Oliverio Gentile per il suggerimento